Dopo l’annuncio e la presentazione ufficiale dell’XI stagione del World Poker Tour, stasera entra nel vivo l’ultimo grande appuntamento di questa fantastica decima stagione Wpt: il World Championship al mitico Bellagio di Las Vegas.
E’ il Main Event (25.000+500$ il buy-in) , e i big del texas hold’em mondiale non hanno voluto mancare un appuntamento cosi’ prestigioso:
Sam Trickett, Jake Cody, John Juanda, Daniel Negreanu, Vanessa Rousso, Jonathan Duhamel, Phil Laak, Vanessa Selbst…sono solo alcune delle ‘grandi firme’ presenti nei primi due giorni di torneo, ma il numero e’ destinato a salire per il meccanismo di iscrizione che permette la registrazione anche nel Day 3 (che parte stasera).
Per adesso sono rimasti 95 players in corsa, con la stella di Michael Mizrachi che guida il chipcount con 428.200 chips, ben 50.000 in piu’ del bulgaro Bogdanov (brillante protagonista alla tappa Ept di Campione d’Italia nello scorso marzo).
Eliminazioni eccellenti? Tantissime, a cominciare dal numero 1 dell’ All Time Money List mondiale, Erik Seidel, fuori nei primissimi livelli del Day1, e incapace cosi’ di continuare una clamorosa striscia ‘decennale’ che lo vedeva ITM almeno una volta all’anno nelle 9 precedenti stagioni del World Poker Tour!
Nel Day2 fuori anche Daniel Negreanu, sfortunatissimo con il suo AK che incrocia QQ (Steinberg) e JJ (Darcourt) : al flop scendono 2 clamorosi ‘sets’ (Q-J-2) che risultano fatali al Pro di Pokerstars.
Stasera dalle 21 (ora italiana) si riparte con il Day 3 e possibili ‘new big faces’ in questo Main Event che decide anche il ‘Player of the Year’ della X° stagione Wpt.
Il leader Will Failla resiste eroicamente (cortissimo), ma in corsa ci sono ancora i suoi inseguitori principali come Joe Serock, Daniel Buzgon e Vitor Coelho.
Insomma, in attesa del Super High Roller da 100.000$ che parte mercoledi 23/5, tutti pronti a vivere le fasi decisive del World Championship dal Bellagio di Las Vegas!
Ecco il chipcount al termine del Day 2:
| 1) | Michael Mizrachi | 428.200 |
| 2) | Rinat Bogdanov | 381.000 |
| 3) | Guillaume Darcourt | 356.600 |
| 4) | David Steicke | 345.500 |
| 5) | Isaac Haxton | 313.500 |
| 6) | Tony Ruberto | 415.000 |
| 7) | Steve O’Dwyer | 301.900 |
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Ubaid Habib | 288.100 |
| 9) | Matt Juttelstad | 274.000 |
| 10) | John Hennigan | 265.500 |
La Poker Player Alliance e’ un’associazione americana formata da oltre 1.200.000 di iscritti, tutti rigorosamente giocatori di poker.
Un’organizzazione ‘di tutela’ che, all’indomani del ‘Black Friday’, ebbe addirittura l’ardire di attaccare l’azione del Department of Justice americano (che chiuse i siti di poker on-line operanti sul territorio Usa).
E a settembre 2011, ecco una nuova iniziativa che soltanto in quest’ultimo week-end ha ottenuto l’attenzione dell’illustre ‘destinatario’: Barack Obama.
Gia’, perche’ dopo pochi mesi dal suo insediamento in Campidoglio, proprio il Presidente Americano fece creare sul http://www.whitehouse.gov/ della Casa Bianca una sezione dedicata ai cittadini e alle loro esigenze, una sezione dove poter proporre ‘petizioni’ su questioni di interesse nazionale. E come spesso accade, il poker on-line si e’ dimostrato ancora una volta all’avanguardia, sfruttando proprio questa possibilita’ per tentare di tutelare i propri interessi.
Il 22 settembre dell’anno scorso, la PPA ha infatti presentato alla sezione ‘We The People’ una proposta articolata per introdurre di fatto una legislazione Federale, e regolare una volta per tutte la spinosa questione del poker on-line.
Ci sono state tante questioni piu’ importanti e’ vero (la crisi internazionale in primis), ma ormai molti pensavano che la risposta dell’amministrazione Obama non sarebbe mai arrivata.
E invece, proprio in questi giorni e’ arrivata la risposta (4 bei paragrafi) firmata da Brian Deese, assistente particolare del Presidente in materia di politica economica.
Due parti (introduttiva e finale) sono abbastanza vuote di particolari verita’ (o novita’…), ma 2° e 3° paragrafo hanno invece dei brani di grande interesse (ma poco ottimismo) in prospettiva futura.
In particolare, Deese afferma di come sia ormai un fatto conclamato che milioni di americani giocano a poker on-line, ma che sia altrettanto certo che spetta ai singoli stati regolamentare la delicata materia. Il braccio destro ‘economico’ di Obama, svela anche un accordo tra il DoJ Usa e gli Stati Federali per la proposta e la creazione di leggi ad hoc.
Insomma, il punto della questione e’ che secondo la Casa Bianca non c’e’ necessita’ di una regolamentazione federale. E qui andiamo male.
Ma anche nel 3° paragrafo della risposta non esistono presupposti che regalino vagoni di ottimismo.
Di fatto si analizza la situazione generale del gioco on-line relativamente alla sua grande ‘vulnerabilita’ verso soggetti e situazioni illegali. E si conclude che la Casa Bianca e’ aperta a esaminare ogni tipo di proposta per migliorare la sicurezza dei ‘players/cittadini’ Usa.
Insomma, non esattamente un trionfo.
La sensazione e’ che le speranze di un controllo federale sul poker on-line, attraverso una regolamentazione, o delle leggi ad hoc, appaiono sempre piu’ appassite.
La palla passa ora ai singoli stati, veri e propri ‘potenziali beneficiari’ della situazione, che analizzeranno le proprie situazioni interne, per poi (eventualmente) dare il via libera agli operatori di settore.
Per citare un poker player dell’Alabama: ‘Meglio di niente’.